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CHE COS’E’ IL CREDITO DI IMPOSTA IN RICERCA E SVILUPPO

Il Credito d’Imposta per Attività di Ricerca e Sviluppo è un’agevolazione fiscale che incentiva le imprese ad innovare processi e prodotti aumentando, così, la competitività sul mercato. Il credito spetta a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, fino ad un importo massimo di 10 milioni di euro l’anno.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, inoltre l’agevolazione prevede l’applicazione di un’aliquota differenziata, del 25% o del 50% (a seconda della tipologia di spesa), sulle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (2012-2014).

 

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La disciplina dell’agevolazione è dettata dall’articolo 3, Dl 145/2013, mentre le relative disposizioni di attuazione sono contenute nel Dm 27 maggio 2015. Numerose le modifiche introdotte nel corso degli anni all’ articolo 3, Dl 145/2013. L’ultima fa capo alla Legge di Bilancio 2019 (articolo 1, commi da 70 a 72, legge 145/2018), la quale prevede modifiche relative all’aliquota del bonus, al limite massimo annuale riconoscibile, alle tipologie di spese agevolabili, nonché criteri di calcolo, utilizzabilità e redazione della documentazione.

Per ulteriori chiarimenti in materia è possibile far riferimento ai seguenti documenti, messi a disposizione:

• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8 del 10 aprile 2019 - Paragrafo 3.1;
• Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 40/E del 2 aprile 2019;
• Circolare direttoriale 15 febbraio 2019, n. 38584 – Chiarimenti concernenti la documentazione contabile;
• Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 46/E del 22 giugno 2018;
• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n.10/E del 16 maggio 2018;
• Circolare direttoriale 9 febbraio 2018, n. 59990 - Chiarimenti sull'applicazione della disciplina nel settore del software;
• Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E del 27 aprile 2017;
• Articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 - "Interventi urgenti";
• Decreto attuativo 27 maggio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Attuazione del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo;
• Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.5/E del 16 marzo 2016 sull’art.3 del DL 145/2013.

 

NOVITÁ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2019 (COMMA 70, ARTICOLO 1, LEGGE 145/2018)

Le novità riguardano principalmente i seguenti aspetti della disciplina:

  • la modalità di determinazione dell’agevolazione (aliquote e limite annuale);
  • l’ambito oggettivo (investimenti ammissibili);
  • l’utilizzo del credito d’imposta;
  • gli adempimenti documentali (certificazione contabile e relazione tecnica).

 

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE


  • Riduzione del beneficio da 20 a 10 milioni euro come importo massimo per ciascuna impresa, mantenendo il limite minimo di spesa almeno pari a 30 mila euro;
  • l’aliquota unica del 50% viene sostituita da un’aliquota differenziata, la quale prevede l’applicazione del 25% o del 50% a seconda della tipologia di spesa;

In particolare, l’aliquota del 50% è mantenuta per il costo del personale direttamente impiegato in attività di Ricerca e Sviluppo e per i costi sostenuti per la ricerca svolta da università e altri enti equiparati (come ISIRES), comprese start-up e PMI innovative. L’aliquota ridotta sarà, invece, applicata ai costi di personale con rapporti di lavoro diversi da quello subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.) e per le spese di ricerca affidate a soggetti diversi da università, start up e PMI innovative.

 

SPESE AMMISSIBILI

La suddetta legge introduce, inoltre, modifiche alle spese ritenute ammissibili.

Nello specifico, viene disposta la differenziazione nell’ambito delle spese del personale tra il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato (anche a tempo determinato) e personale titolare di altri rapporti di lavoro diversi dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.); viene rivista la categoria delle spese relative alla ricerca commissionata, sottolineando la distinzione tra quella affidata a Università, enti e organismi equiparati nonché a imprese rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative e quella affidata ad altri soggetti; infine, viene prevista, l’inclusione tra le spese agevolabili dei costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di Ricerca e Sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Tali spese possono essere escluse dal calcolo del credito di imposta nel caso in cui l'inclusione del costo dei beni previsti tra le spese ammissibili comporti una riduzione dell'eccedenza agevolabile.

 

OBBLIGHI DOCUMENTALI

Infine, vengono introdotti alcuni adempimenti certificativi per il riconoscimento e per l’utilizzabilità del credito d’imposta.

È prevista la redazione e conservazione di una “relazione tecnica”, documento che deve evidenziare finalità, contenuti e risultati dei progetti o sotto progetti di R&S.

Inoltre, la “relazione tecnica” relativa a R&S svolta internamente all’impresa deve essere predisposta e sottoscritta dal responsabile R&S o dai responsabili di ciascun progetto o sotto progetto e controfirmata dal legale rappresentante
mentre la “relazione tecnica” relativa a R&S svolta esternamente all’impresa deve essere redatta e sottoscritta dal soggetto commissionario che esegue l’attività.

Tali modifiche, di ordine sostanziale, entrano in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).

 

Come è possibile usufruirne grazie ad ISIRES
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